Opening Sabato 30 Giugno Ore 16:00
CASA ROMANA Via di Visiale 6 Spoleto

 

TTOZOI "Genius Loci (Reworks)"

A cura di Gianluca Marziani
.

GENIUS LOCI, ideato da Stefano Forgione e Giuseppe Rossi, sotto la cura di Gianluca Marziani, nasce dall’idea di realizzare opere d’arte direttamente nei luoghi storici prescelti, attraverso l’originale tecnica della proliferazione naturale di muffe su juta, con interventi pittorici successivi.
Gianluca Marziani: La muffa diventa puro codice linguistico, un applicativo biologico che conduce la pittura al punto limite delle sue possibili mutazioni. La grammatica dei TTOZOI rigenera i modelli archetipici di Calzolari e Penone, riportando l’orbita iconografica nei perimetri evolutivi del quadro. L’azione naturale non si disperde ma avviene su superfici circoscritte, sotto il controllo dello spazio d'azione. Un evento tra casualità e controllo che radicalizza il legame tra Arte e Natura, rendendo la biologia un fenomeno elaborativo e partecipativo. Una dialettica viva che porta il fattore creativo nel cuore pulsante del ciclo naturale…
Il “concettualismo naturalmente informale” o “l’informale naturalmente assoluto” che è alla base dell’operato di TTOZOI, evolve il suo naturale processo creativo, ponendosi a contatto con tre siti Unesco, simboli universali della cultura architettonica e archeologica italiana: la REGGIA DI CASERTA (novembre 2017) con la sua necropoli sannita databile IV sec a.C., riportata alla luce nel 1990 nell’area sottostante il secondo cortile; l’ANFITEATRO DEL COMPLESSO ARCHEOLOGICO DI POMPEI (dicembre 2017) dove il duo ha utilizzato gli ambulacri, sepolti dall’eruzione del Vesuvio del 79 e poi riportati alla luce; infine il COLOSSEO (prossimamente), il più grande anfiteatro del mondo, simbolo globale di Roma ed icona d’Italia. All’interno di questo processo che diventa fusione molecolare e concettuale, giunge la mostra alla CASA ROMANA di Spoleto, sorta di spin-off espositivo che inserisce una residenza privata tra le tre tappe monumentali.
Gianluca Marziani: Le tre aree prescelte rappresentano l’apoteosi del genio italico, la vetta archeologica di antichi lustri dell’umano ingegno. Dentro questo ciclo monumentale serviva un passaggio di raccoglimento, una dimensione intima del processo naturale. Un adattamento domestico che riportasse le opere nello spazio del ciclo domestico, dove la memoria storica si aggancia al disegno degli habitat moderni…
La Casa Romana di Spoleto, datata all'inizio del I secolo d.C., è un’abitazione signorile scoperta dall'archeologo spoletino Giuseppe Sordini negli anni 1885-1886 e scavata a più riprese fino al 1914. Si trova in parte sotto la piazza del Municipio e in parte sotto il Palazzo Comunale di cui occupa le fondamenta. Ad oggi rappresenta il sito più frequentato dal turismo che giunge a Spoleto nel corso dell’anno solare.
A Spoleto si vedrà una rigorosa selezione tra le opere delle prime due tappe, oltre ad un progetto di proliferazione site specific, pensato per l’impluvio della Casa Romana. Una quindicina di opere che verranno inserite con ragione mimetica e rispetto ambientale, quasi a fondere la natura viva della pietra con la natura controllata delle muffe naturali.
Gianluca Marziani: L'integrazione coi luoghi avviene per proliferazione ramificata. Non più qualcosa di puramente formale ma un processo che integra visibile e invisibile, memoria e presente, storia e cronaca, individui e collettività...
Nelle prime due tappe gli artisti hanno creato le opere in situ, installando alcune teche sigillate all’interno delle quali le tele sono restate per circa 40 giorni: il Tempo e la Natura hanno fatto il resto. Durante la gestazione è la tela che cattura l’humus, l’anima di ogni luogo, andando oltre il visibile, permettendo di trasferirvi la memoria del “contenitore” culturale mediante due fattori: il “condizionamento emotivo” e il “condizionamento ambientale”, in grado di evocare nella mente dell’osservatore la storia e le suggestioni dei luoghi prescelti.
Il processo informale, realizzato a quattro mani, prevede l’utilizzo di materie organiche (farine varie), acqua e pigmenti naturali su tele di juta, poi riposte in particolari teche che favoriscono la naturale proliferazione di muffe, con manifestazioni sempre diverse; nutrendosi della sola parte organica, le spore interagiranno con l’opera secondo uno schema ignoto ed apparentemente caotico. In realtà TTOZOI monitora la progressione del processo, fin quando deciderà di interromperlo, secondo una declinazione di “salvataggio dall’estetica in purezza”. Solo a questo punto le tele verranno pittoricamente rifinite ed ultimate, lasciando visibili le tracce del passaggio della natura.
Gianluca Marziani: La pittura di radice informale trova la sua evoluzione più significativa, un approdo estetico che stravolge il fattore interpretativo delle opere. Tutte le apparenze astratte si trasformano in un processo ad alta valenza figurativa, dove ciò che vediamo ci conduce ben oltre la pura forma, nella stratificazione pittorica di memorie, esperienze, processi dinamici, contributi esogeni…
Giovedì 19 luglio 2018 è prevista una personale all’interno della Reggia di Caserta. Una mostra di chiusura si terrà, infine, in una prestigiosa sede museale capitolina, così da esporre tutte le opere realizzate nei tre complessi monumentali. A Caserta verrà esposto il ciclo completo che è stato realizzato nei mesi di proliferazione dentro la necropoli sannita.

 

ENGLISH

GENIUS LOCI, conceived by Stefano Forgione and Giuseppe Rossi, curated by Gianluca Marziani, originates from the idea of creating works of art directly in the chosen historical places, through the original technique of natural proliferation of mould on jute, with further painting additions.
Gianluca Marziani: Mould becomes a pure linguistic code, a biological application that leads painting to the limit of its possible mutations. TTOZOI’s grammar regenerates the archetypal models of Calzolari and Penone, bringing the iconographic orbit back into the evolutionary perimeters of the painting. The natural action is not dispersed but takes place on circumscribed surfaces, under the control of the space of action. An event between randomness and control that radicalizes the link between Art and Nature, making biology a collaborative and elaborative phenomenon. A lively dialectic that brings the creative factor into the beating heart of the natural cycle...
The "naturally informal conceptualism" or "the naturally absolute informal" that is at the base of TTOZOI's work, evolves its natural creative process, coming into contact with three UNESCO sites, universal symbols of Italian architectural and archaeological culture: the REGGIA DI CASERTA (November 2017) with its Sanniti necropolis dating back to the 4th century BC, brought to light in 1990 in the area below the second courtyard; the AMPHITHEATRE OF THE POMPEI ARCHEOLOGICAL COMPLEX (December 2017) where the duo used the ambulacra, buried by the eruption of Vesuvius in 79 and then brought to light; finally the COLOSSEUM (soon), the largest amphitheatre in the world, global symbol of Rome and icon of Italy. Within this process that becomes molecular and conceptual fusion, the exhibition arrives at the CASA ROMANA in Spoleto, a sort of exhibition spin-off that inserts a private residence between the three monumental stages.
Gianluca Marziani: The three chosen areas represent the apotheosis of the Italic genius, the archaeological peak of ancient lustres of human genius. Inside this monumental cycle a passage of recollection was needed, an intimate dimension of the natural process. A domestic adaptation that would bring the works back into the space of the domestic cycle, where historical memory is linked to the design of modern habitats....
The Roman House in Spoleto, dating to the beginning of the first century A.D., is a stately home discovered by Spoletan archaeologist Giuseppe Sordini in 1885-1886 and dug several times until 1914. It is located partly under the Town Hall Square and partly under the Town Hall of which it occupies the foundations. Today it is the most visited site by tourists in Spoleto.
In Spoleto there will be a rigorous selection of the works from the first two stages, as well as a project of site-specific proliferation, designed for the impluvium of the Roman House. Fifteen works will be inserted with camouflage and respect for the environment, almost to blend the living nature of stones with the controlled nature of natural mould.
Gianluca Marziani: The integration with the places occurs through branched proliferation. No longer something purely formal but a process that integrates visible and invisible, memory and present, history and news, individuals and communities...
In the first two stages the artists created the works in situ, installing some sealed showcases in which the canvases remained for about 40 days: Time and Nature did the rest. During the gestation it is the canvas that captures the humus, the soul of every place, going beyond the visible, allowing the memory of the cultural "container" to be transferred to it through two factors: the "emotional conditioning" and the "environmental conditioning", able to evoke the history and the suggestions of the chosen places in the observer's mind.
The informal process, carried out by four hands, involves the use of organic materials (various flours), water and natural pigments on jute canvases, then placed in special cases that encourage the natural proliferation of moulds, with always different manifestations; feeding themselves on the organic part only, the spores interact with the work according to an unpredictable, apparently chaotic scheme. TTOZOI actually monitors the progression of the process, until it decides to interrupt it, according to a declination of "saving from aesthetics in pureness". Only at this point will the canvases be pictorially finished and completed, leaving the traces of the passage of nature visible.
Gianluca Marziani: Informal painting finds its most significant evolution, an aesthetic landing place that distorts the interpretative factor of the works. All abstract appearances are transformed into a process with a high figurative value, where what we see leads us far beyond the pure form, into the pictorial stratification of memories, experiences, dynamic processes, external contributions...
Thursday 19 July, 2018 a personal exhibition is scheduled at the Reggia di Caserta. A closing exhibition will be held, finally, in a prestigious Capitoline museum, so as to expose all the works made in the three monumental complexes. In Caserta the complete cycle that was realized in the months of proliferation inside the Sanniti necropolis will be exhibited.