Opening Sabato 30 Giugno Ore 12:00

 

ROBERTA PIZZORNO "Full of emptiness"

A cura di Gianluca Marziani
.

Roberta Pizzorno porta a Spoleto gli esiti figurativi di un lungo lavoro con la china e l’acquerello. Da due anni l’artista ha scelto Spoleto come territorio di residenza, alimentando un legame virtuoso con Palazzo Collicola Arti Visive. Assieme al museo sono nati diversi progetti, in particolare con il gruppo di Sistema Museo che ha integrato certe metodologie del disegno nei diversi workshop didattici. La mostra odierna si offre come un resoconto in progress, una sintesi che trova nella sala di Sten & Lex un ideale laboratorio espositivo.

Il punto: la partenza di ogni cosa, il fattore primigenio, l’inizio del viaggio conoscitivo. Punto come prologo e primo capitolo dell’esistente, istante sospeso in cui ogni forma è possibile, ogni libertà pronta per i liberi, ogni bellezza potenzialmente disponibile.

…il micromondo cellulare, il gigantismo cosmico, la natura vegetale, il mondo animale…

Punto, linea e curva definiscono le filiazioni interiori della Pizzorno, la sua cosmogonia intima, il suo spazio di coscienza estetica. Il gesto, disciplinato e quotidiano, agisce per linee e curve, creando bioforme volanti, volumi gassosi, solidi senza peso apparente. La china e l’acquerello si dividono il processo esecutivo e ricreano due mondi paralleli ma dialoganti, uniti da una gestualità che fa da ponte tra le anime formali.

Il punto, similmente ad un cellula, inizia a sentire i rumori del Pianeta, registra suoni chiari e scie subliminali, cerca il punto prossimo per definire la catena narrativa della linea, dello scivolamento in avanti, del dialogo che non si ferma ma ricrea le frasi del nostro sogno cosciente.

Affrontare la linea, ovvero, il cammino della forma, lo sviluppo di un’idea nel suo scheletro necessario. aLa linea come ambizione di conoscenza, ricerca del margine aperto, avventura nel mistero pulsante del futuro. Una linea che viaggia sempre in avanti, seguendo il movimento della mano e l’occhio dei sentimenti. La linea come coscienza vigile del progresso.

…direzioni del bianconero essenziale, ritmi armonici, direzioni del colore oltre l’essenza…

Quella linea morbida conferma la limpidezza di uno sguardo pacificato, libero da catene mondane e lacci sociali. Pizzorno esce dalle apparenze del reale per costruire soggetti visivi che volano nel raggio gravitazionale del fantastico. Sono embrioni complessi dove umano, animale e vegetale appartengono alla medesima coscienza biologica. La metamorfosi pulsante diviene la ragione genetica dei suoi amabili corpi, l’armonia del dialogo guida la ritualità del gesto continuo. Sono forme che producono meraviglia…

La nostra artista pratica l’armonia e l’equilibrio come fosse un rito respiratorio. Senti che i suoi progetti non hanno nodi o protusioni, al contrario appaiono fluidi e musicali, purissima entropia in forma raccolta. L’opera si trasforma in un continuo autoritrarsi per frammenti emotivi, un diariogramma che si distende lungo le curve rituali della vita. Punto, linea e curva rendono il gesto una specie di respirazione continua e consapevole, così simile al contrarsi ed espandersi dell’universo.

Affrontare la curva, ovvero, la forma nella sua complessità, verso il senso che definisce un progetto.
La curva come planimetria dell’intuizione, un sismografo cosmico e interiore che disegna il cortocircuito, le convivenze, l’armonia finale. Una curva che parla di evoluzioni, sinestesie, bellezza. Angoli morbidi che camminano attraverso la china per poi librarsi in aria attraverso l’acquerello,

…disegnare per capire, finché l’occhio ricomincia a vedere…

Voglio pensare che i corpi volanti dell’artista siano occhi cosmici che racchiudono le formule segrete delle emozioni, dei sentimenti, della bellezza limpida, della chiarezza conoscitiva. Corpi d’inchiostro vivo, scuri per incidersi come solchi sensibili, maestosi nella loro eterea pienezza. Corpi fatti di china, corpi di un italianissimo e geolocalizzabile made in china. Corpi fatti anche di liquido acquerello, membrane gestaltiche di un privato ed emozionante made in herself.

 

ENGLISH

Roberta Pizzorno brings to Spoleto the figurative results of a long work with Indian ink and watercolours. Two years ago the artist settled in Spoleto and started a fruitful collaboration with Palazzo Collicola Arti Visive, which originated a number of projects integrating given drawing techniques in Sistema Museo’s workshops. This exhibition is a report in progress, a synthesis that finds an ideal exhibiting workshop at the Sten & Lex hall.

The point: the start of everything, the primordial factor, the beginning of the cognitive journey. Point as prologue and first chapter of the existing, a suspended moment in which every shape is possible, every freedom is ready for the free ones, every beauty potentially available.

…cellular microworld, cosmic gigantism, plant life, animal world…

Point, line and curve define Pizzorno’s interior filiations, her inner cosmogony, her space of aesthetic awareness. The gesture, disciplined and daily, acts by lines and curves, creating flying bio-forms, gaseous volumes, solids without apparent weight. Indian ink and watercolour share the executive process and recreate two parallel but dialoguing worlds, united by a gesture that acts as a bridge between the formal souls.

The point, similarly to a cell, begins to hear the noises of the Planet, records clear sounds and subliminal trails, looks for the next point to define the narrative chain of the line, of the sliding forward, of the dialogue that does not stop but recreates the phrases of our conscious dream.

Dealing with the line, that is, the path of the form, the development of an idea in its necessary skeleton.
The line as an ambition for knowledge, a search for the open margin, an adventure into the pulsating mystery of the future. A line that always travels forward, following the movement of the hand and the eye of the feelings. The line as a watchful conscience of the progress.

…directions of the essential black&white, harmonic rhythms, directions of the colour beyond the essence…

That soft line confirms the clarity of a pacified gaze, free from worldly chains and social ties. Pizzorno comes out of the appearances of reality to build visual subjects that fly in the gravitational radius of fantasy. They are complex embryos where human, animal and plant belong to the same biological consciousness. The pulsing metamorphosis becomes the genetic reason of his lovable bodies, the harmony of the dialogue guides the rituality of the continuous gesture. They are forms that produce wonder...

Our artist practices harmony and balance as if it were a respiratory rite. Her projects have no knots or protrusions, on the contrary they appear fluid and musical, pure entropy in a huddled form. The work turns into a continuous self-portraying through emotional fragments, a diary that stretches along the ritual curves of life. Point, line and curve make the gesture a kind of continuous and conscious breathing, so similar to the contracting and expanding of the universe.

Addressing the curve, that is, the form in its complexity, towards the sense that defines a project.
Curve as a plan of intuition, a cosmic and inner seismograph that draws the short-circuit, the cohabitations, the final harmony. A curve that speaks of evolution, synaesthesias, beauty. Soft corners that walk the slope and then hover in the air through the watercolour,

...drawing to understand, until the eye begins to see again...

I like to think that the artist's flying bodies are cosmic eyes that enclose the secret formulas of emotions, feelings, clear beauty, cognitive clarity. Bodies of bright ink, dark, to engrave like sensitive grooves, majestic in their ethereal fullness. Bodies made of Indian ink, bodies of a very Italian and geolocalized made in china. Bodies also made of liquid watercolor, gestalt membranes of a private and exciting made in herself.