Opening Sabato 30 Giugno Ore 12:00

 

GIUSEPPE PULVIRENTI "Trademark SP"

A cura di Gianluca Marziani
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Achille Bonito Oliva: “Se la scultura è un genere che vuol essere perdonato, Giuseppe Pulvirenti riesce nel suo intento. Evitare l’ingombro ed esaltare il suo accesso nella dimensione della Forma. L’opera depurata da ogni intento celebrativo o puramente descrittivo di una realtà funzionale, elevata invece a Spazio smaterializzato e consegnata al tempo della contemplazione e della riflessione.”

Gianluca Marziani, curatore della mostra, scrive che “Giuseppe Pulvirenti comprime il mistero profondo della scultura nei suoi volumi sintetici e silenziosi. Azzera l’ornamento per agire sulla colonna vertebrale della dimensione plastica, sul limbo alchemico tra l’uovo di Piero e il moloch di Kubrick. Le sculture come attivatori di senso che si trasformano in piccole casseforti inaccessibili, vertebre di materia compatta senza porte d’accesso in superficie.”

Pulvirenti conduce lo spettatore verso la pura riflessione, sottolineando come tutte le forme, anche le più misteriose, siano insite nella mente umana. Scopo dell’artista è catturarle dal profondo e renderle fatti iconici, soffermandosi sull’ambiguità dei volumi, sulle potenzialità allusive dell’oggetto-scultura cui va aggiunta la scelta di titoli quasi sempre enigmatici. Un’arte che assume funzioni metafisiche, per esplorare il mistero di forme archetipiche e universali.

In occasione della mostra a Palazzo Collicola Arti Visive, Pulvirenti espone due opere in bronzo e una in gesso. Le due sculture in bronzo, “Cruna Quadra” e “Cruna Tonda”, entrambe del 2018, saranno appoggiate fra il pavimento e la parete per dare un senso fisico di transitorietà. Entrambe le sculture sono firmate, in maniera evidente, con le iniziali del nome - GP - e l’anno di esecuzione, così come accaduto con le opere della precedente serie Trademark, esposte a marzo 2018 nella Galleria Valentina Bonomo di Roma. Anche oggi Pulvirenti ha giocato con l’idea di oggetti seriali, imprimendo nel bronzo lettere e numeri che distolgono l’attenzione dalla pura piacevolezza estetica.
La mostra è allestita nella sala dedicata ad Alexander Calder, lo scultore che a Spoleto creò il “Teodelapio”, capolavoro onirico di 18 metri in altezza, collocato dal 1962 davanti alla Stazione. In sintonia con il lavoro di Calder, l’opera in gesso “Senza titolo”, sempre del 2018, sarà appoggiata sul pavimento, proprio come accadeva coi famosi Stabiles del maestro americano. Un dialogo a voce silenziosa che è un omaggio radiante alle vertigini surreali di Calder, ai suoi dilemmi geometrici, al cortocircuito spaziale, all’idea di una bellezza ricostituita.

Trademark di ieri diventa oggi TRADEMARK SP, dove le due lettere richiamano la città di Spoleto ma anche il logo d’autore di GP con le sue alchimie misteriose in forma di scultura.

 

ENGLISH

Achille Bonito Oliva: “If sculpture is a genre that seeks forgiveness, Giuseppe Pulvirenti achieves the aim: he avoids encumbrance and exalts his ingress into the realm of Form. Cleansed of any celebratory intent or any purely descriptive representations of a functional reality, the work of art is, instead, elevated to the role of dematerialized Space and entrusted to the temporal dimension of contemplation and reflection.

As Gianluca Marziani, the exhibition’s curator, writes, “Giuseppe Pulvirenti compresses the deep mystery of sculpture into his concise and wordless volumes. He eliminates all ornament in order to focus his intervention on the inner bones of the sculptural world and on the alchemic limbo that lies between Piero della Francesca’s egg and Kubrick’s monolith. These are sculptures as activators of meaning, sculptures that become inaccessible little strong boxes, vertebrae-like pieces of compacted material on the surface of which no openings appear.

Pulvirenti guides the viewer towards a form of pure reflection, underlining the degree to which all shapes – even the most mysterious – are innate in the human mind. The artist’s task is to drag them from the depths and make of them iconic facts, lingering to consider the ambiguity of volumes, the allusive potential of the object/sculpture – to which his choice of almost always enigmatic titles contributes. This is an art that assumes metaphysical functions in order to explore the mystery of archetypical and universal forms.

At Palazzo Collicola Arti Visive, Pulvirenti will be exhibiting two works in bronze and one in plaster. The two bronze sculptures, “Cruna Quadra” [square crest] and “Cruna Tonda” [round crest], both from 2018, will each stand on and against the floor and the wall, creating a physical sensation of transience. Both sculptures are signed, very evidently, with the artist’s initials – GP – and the year in which they were made, as was also the case with the works in his previous Trademark series, shown in March 2018 at the Galleria Valentina Bonomo in Rome. Here, too, Pulvirenti plays with the idea of objects produced in series, imprint the bronze with letters and numbers that distract from the their purely aesthetic appeal.
The exhibition is being presented in the room dedicated to Alexander Calder, the sculptor who, here in Spoleto, created “Teodelapio”, the 18-metre-high oneiric masterpiece that has stood in front of the station since 1962. Echoing Calder’s sculpture, Pulvirenti’s work in plaster, “Senza titolo” [untitled], again from 2018, will stand on the floor, just like the American artist’s famed Stabiles. A silent dialogue that offers a radiant homage to Calder’s surreal vertiginousness, his geometrical dilemmas, his short-circuiting of space and the notion of a reconstructed beauty.

What was previously Trademark, here becomes TRADEMARK SP, the two additional letters referring to the city of Spoleto and to the artist’s initials, GP: the “logo” for his mysterious alchemies in sculptural form.

 

La mostra è realizzata in collaborazione con Valentina Bonomo Arte Contemporanea