INAUGURAZIONE SABATO 16 DICEMBRE 2017 (Ore 11:30)

A cura di Gianluca Marziani
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Il Comune di Spoleto e Palazzo Collicola Arti Visive presentano EXCERPTA, la più ampia e articolata mostra mai realizzata da Enrico Corte e Andrea Nurcis, artisti tra i più inclassificabili, sperimentali e visionari del panorama italiano contemporaneo. E’ la prima volta che il Piano Nobile e il Piano Mostre vengono utilizzati per una singola mostra che intreccia linguaggi, tematiche, concetti e forme narrative. Un progetto che rompe il perimetro delle categorie e dei generi canonici, impossibile da classificare nei soliti schemi linguistici. Un viaggio tra opere che sono catalizzatori detonanti, oggetti alchemici e misteriosi, moltiplicatori di senso che sfidano la retorica degli immaginari popolari, dei prodotti edulcorati, dei modi compromissori.

Enrico Corte e Andrea Nurcis, entrambi nati a Cagliari, esordiscono all’inizio degli anni Ottanta nel capoluogo sardo. Dopo essersi trasferiti a Roma nel 1991, hanno maturato un modus iconografico che li ha resi un’entità misteriosa, sfuggente, spesso indecifrabile. Nel 2009 hanno trasferito i loro studi nella campagna ravennate, dove operano in un laboratorio artistico che permette lo sviluppo di progetti su larga scala. La mostra presenta due percorsi antologici individuali, oltre ad un buon numero di opere firmate a quattro mani, secondo un modello operativo che da sempre li vede agire con questa doppia natura. Un processo anomalo in cui la convivenza decreta reciproche influenze e comuni appartenenze, al punto da fondersi creativamente su alcune visioni specifiche.

La mostra a Palazzo Collicola Arti Visive si distribuisce come un viaggio randomico negli spazi arredati del Piano Nobile e nelle zone bianche del Piano Mostre. Non un consueto percorso cronologico o tematico ma una germinazione spontanea negli ambienti, un insieme di apparizioni che somigliano al cammino dentro un bosco autunnale, quando si incontrano piante di varia tipologia senza un apparente ordine prestabilito.

A cura di Gianluca Marziani

 

Il Comune di Spoleto e Palazzo Collicola Arti Visive presentano SCHERMI URBANI, un evento natalizio di arte pubblica fortemente voluto da questa amministrazione che ha affidato la cura artistica a Gianluca Marziani, direttore di Palazzo Collicola Arti Visive. 
Il progetto rientra nel programma più vasto Collicola OnTheWall: la sezione “OnTheWall Museum” ha finora coinvolto 16 artisti per realizzare opere permanenti su diversi muri di Palazzo Collicola; la sezione “Outdoor” include, invece, gli interventi nel centro storico (Schermi Urbani), presso la Stazione (Giorgio Lupattelli ad inizio 2018) e in altri luoghi sul territorio (Hotel Arca by Tellas e Lucamaleonte).
SCHERMI URBANI coinvolge una ventina di siti all’interno del centro storico di Spoleto. Due edicole (Piazza Collicola, Piazza della Libertà), le sei vetrine di Palazzetto Ancaiani (Piazza della Libertà) e una quindicina di vetrine sparse tra le principali arterie spoletine (Corso Mazzini, Via del Mercato, Via Salara Vecchia, via Minervio): sono queste le location che verranno “rivestite” con grandi immagini d’arte contemporanea, realizzate da cinque artisti che già collaborano con Palazzo Collicola Arti Visive.
"Dopo l'intervento della scorsa estate dello street artist Ob Queberry in Piazza del Mercato - hanno dichiarato gli assessori alla Cultura e al Turismo Camilla Laureti e al Centro Storico Antonio Cappelletti - durante queste feste natalizie anche le vetrine chiuse dei negozi diventano la base per interventi artistici. Un modo per far "rivivere" i troppi negozi chiusi del centro storico e per provare ad immaginare - insieme ai proprietari, che ringraziamo per la disponibilità - un futuro diverso per questa parte della città. Il nostro grazie anche al direttore Gianluca Marziani e agli artisti che hanno accettato".
Un nuovo approccio sul tema dibattuto della Street Art: non più con interventi diretti sui muri ma un percorso removibile di stampe in copia unica. Opere pittoriche e fotografiche che vengono ingrandite in ampie dimensioni. Pittura e fotografia che mutano il loro aspetto senza perdere la propria integrità. L’opera trasforma la sua natura fisica per integrarsi alla struttura urbana.
"Ho ragionato sulle vetrine e sulle edicole come fossero varchi della fantasia, porte che rivelano immagini oniriche, stimolanti, inaspettate - ha dichiarato Gianluca Marziani - Le opere prescelte catturano l’attenzione ma in modo diverso dal cartellone pubblicitario: perché qui non si commercializza nulla se non la potenza degli artisti, la loro capacità di inventare mondi, di portarci per un attimo fuori dal quotidiano, di farci recuperare il sogno ad occhi aperti. Arte letteralmente pubblica che si offre come una sorpresa spiazzante, un antro delle meraviglie che sostituisce le belle visioni alle troppe spiegazioni. Ed è la conferma di quanto l’arte contemporanea possa diventare “popolare” senza perdere nulla della sua qualità d’origine".

Danilo Bucchi usa la piazza come una quinta teatrale, inventando un viaggio onirico che si ispira alle arti del Festival dei Due Mondi. Per l’occasione ha creato sei bozzetti originali, a misura di fotoingrandimento fotografico per le sei vetrine di Palazzetto Ancaiani. Le immagini compongono un’orchestra silenziosa che galleggia nel bianco e sottolinea il gesto fluido, la sospensione metafisica, la sintesi poetica di una pittura che è un vertiginoso viaggio da fermi. Una musica gestuale per ricordarci che senza sogno non esiste futuro. E che ogni domani riparte da nuove visuali sul mondo.

Andrea Capanna stratifica la sua pittura di cemento, calce, sabbia e intonaco, materie che vengono depositate, dipinte e poi lavorate con carta vetrata, spatole e spazzole d’acciaio. Il quadro finale, denso come un fossile urbano, viene oggi stampato su carta, quindi sottoposto ad ulteriori trattamenti manuali, ricreando un dialogo tra l’impronta indelebile della pittura e la necessità di alimentarla con utili cambi di prospettiva. I corpi umani e le architetture moderne di Capanna diventano tatuaggi vivi sui muri di Spoleto.

Mauro Di Silvestre lavora sulla memoria fotografica, sulle vecchie stampe che ci ricordano la nostra infanzia, le vite dei nostri genitori, riprodotte su una carta che era il nostro memorandum prima del digitale. L’artista trasforma quegli immaginari in una pittura fluttuante, al confine tra una narrazione al presente e un’evanescenza di memorie fuggevoli. Alcuni lavori su tela sono stati stampati per l’occasione: un passaggio tecnico che esalta le premesse fotografiche (e concettuali) con cui nascono le opere pittoriche.   
Nicola Pucci inventa situazioni assurdamente plausibili. Ricrea gesti atletici dentro spazi chiusi, ribalta gravità e forza centrifuga, catapulta oggetti dove non dovrebbero trovarsi… e lo fa con una pittura minuziosa e surreale, un racconto figurativo che ci attira come certi oggetti misteriosi. Il passaggio alla stampa su grande formato era un destino naturale per le tele di Pucci: mentre cresce la superficie aumenta l’impatto cinematografico, come se qualcuno proiettasse in esterni il film di un mondo da scoprire.    

Giuseppe Ripa usa la fotografia con metodica disciplina, indagando luoghi, oggetti, forme che nascondono storie intense dietro l’apparenza “fragile” e consumata. Per l’occasione sono state scelte alcune strutture abitative che l’artista ha fotografato lungo la nostra costa Adriatica, rivelando aspetti inconsueti delle immigrazioni via mare, così da modificare le nostre certezze balneari e vacanziere. L’ingrandimento e le installazioni esaltano le immagini originali, aprendo in città alcuni varchi acquatici che cambiano la prospettiva del paesaggio umbro. E dei nostri paesaggi mentali.    

A cura di VIAGGIATORI sulla FLAMINIA

Progetto: Studio A’87 / A cura di Viaindustriae - Studio A’87
Relatore: Agostino Lucidi (ricercatore Cedrav) / Interventi liberi

 

VIAGGIATORI sulla FLAMINIA, X° edizione 2017, programmata in 18 itinerari come continuità rispetto ai viaggi nella Valnerina Umbra nei territori di Preci e Norcia, percorsi interrotti dal sisma del 30 ottobre 2016. L’evento vuole essere un invito a riflettere sulla nostra condizione umana e sui complessi modelli di sopravvivenza, ma soprattutto vuole essere di incoraggiamento alla vita, ai valori spirituali, alla difesa del territorio, contro l’incuria e l’abbandono, lo spopolamento delle montagne e dei piccoli paesi.

La I° edizione Viaggiatori sulla Flaminia ebbe origine a Spoleto, con il terremoto dell’ottobre 1997.
Di riferimento furono il castello e la chiesa parrocchiale di San Giacomo che, nel passato, figuravano tra gli itinerari compostelani: gli affreschi di Giovanni Spagna nella zona absidale della chiesa raccontano di un viaggio miracoloso durante il rituale Cammino dei Pellegrini che, per fede o per avventura, fin dal Medioevo si recano ancora oggi a Santiago de Compostela. Ed è proprio con questo spirito e desiderio di verità che nell’estate 1998 iniziarono i primi itinerari dei Viaggiatori sulla Flaminia.

Nei percorsi, oltre le meraviglie della natura, vi sono luoghi di preghiera, di lavoro della terra e dell’industria, musei, spazi inusuali, con orari e regole diverse, incognite e contrattempi, variazioni a zig zag, sempre con la fondamentale collaborazione di piccoli comuni, associazioni culturali, semplici cittadini… e la disponibilità di artisti e operatori culturali portatori di linguaggi, esperienze e storie individuali diverse, con idee, azioni e racconti di viaggio in corso d’opera.

 

18° Itinerario / REPORT VALNERINA 2017

SPOLETO / PALAZZO COLLICOLA ARTI VISIVE. Dicembre 2017. Esposizione del materiale di reportage dai viaggi nei territori dei Comuni della Valnerina e Dorsale Appenninica Umbra, coinvolti nel progetto Report Valnerina 2017.

ACERA di Campello sul Clitunno / CASCIA / CERRETO di Spoleto / FERENTILLO / MONTELEONE di Spoleto / POGGIODOMO / SANT’ANATOLIA di NARCO / SCHEGGINO / SELLANO / VALLO DI NERA.
Con la collaborazione del CEDRAV - Centro Documentazione e Ricerca Antropologica in Valnerina.

Note: Nel 1526 l’artista spagnolo Giovanni di Pietro, allievo del Perugino, dipinge "Il miracolo dei galli di Santo Domingo de la Calzada" (storia avventurosa di pellegrini tedeschi diretti a Santiago de Compostela), nella chiesa di San Giacomo di Spoleto.
Nel 1961, l’artista francese Yves Klein, un anno prima della sua morte, intraprende un viaggio da Parigi a Cascia, per deporre, presso il Monastero della Basilica, il suo Ex-Voto ed un testo di rendimento di grazia dedicati a Santa Rita.

Progetto: Franco Troiani (Studio A'87); a cura di Emanuele De Donno, Giuliano Macchia, Fulvio Porena.
Organizzazione: Viaggiatori sulla Flaminia, Ass.ne Viaindustriae, Studio A’87.
Con il patrocinio del Museo Archeologico Statale di Spoleto, Palazzo Collicola Arti Visive e dei Comuni interessati dal progetto Viaggiatori sulla Flaminia 2017