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OASI

Tutto è partito da “Octetra”, la scultura di ISAMU NOGUCHI che ha mappato la città nei decenni trascorsi, cambiando postazioni fino al suo atterraggio nel cortile di Palazzo Collicola Arti Visive. Quando, cinque anni fa, decisi di spostarla dalla piazza esterna al piazzale interno del museo, scelsi la linea retta che tagliava il portone d’ingresso e il corridoio d’accesso, così da creare una prospettiva d’accoglienza, un richiamo ottico che sottolineasse la vocazione scultorea e l’attitudine teatrale di Spoleto.

Quei dadi rappresentano il cuore pulsante della nostra oasi urbana, un propulsore sensoriale che calamita lo sguardo e invita al gioco interattivo, a una relazione fisica con l’opera. E’ una lezione d’approccio e metodo per considerare la scultura come prolungamento iconico di noi stessi; un magnete emotivo che accende le idee e stimola viaggi da fermi, sogni ad occhi aperti, vertigini della fantasia.

25 GIUGNO 2016: il cortile del museo diventa ufficialmente OASI COLLICOLA, un parco urbano a ingresso gratuito, una costellazione plastica di sculture ad alto potenziale interattivo, pensato come un tracciato dinamico attorno alle tipiche azioni che le persone svolgono di solito nei giardini pubblici.

MARCO PIERSANTI

pensare, leggere, baciarsi…

La panchina/scultura riproduce una memoria archeologica sul suo pattern. La tipica seduta da giardini pubblici, reinventata come superficie fotografica, amplia la sua ergonomia attraverso i binari del treno, direzionando lo sguardo meditativo verso l’orizzonte degli eventi. Sedersi sull’opera significa esserne l’anima letteraria, lo spirito d’intelletto vivo, l’interruttore che elettrizza l’aria e dona completezza metafisica al progetto. Una volta seduti, assorbendo l’immagine che veste la panchina, sarà impossibile non accendere il motore dei vostri viaggi mentali.

MATTEO PERETTI

riflettere, meditare, nascondersi…

Un tempio cubico dedicato al tema dell’acqua, dove la cassa per bottiglie diventa mattone seriale con una logica da Lego e un’indole da architettura biodinamica. All’esterno si aggiunge un bidone con rubinetto, sorta di protesi generatrice, polmone acquatico che amplifica il valore etico del luogo. E’ una scultura abitabile, un rifugio fisico e metaforico, una dimensione meditativa che attira oltre la soglia, nel silenzio dei suoi muri dal cuore liquido. Un’apnea del corpo per un’ossigenazione rigenerante dello spirito.

Un ringraziamento ad ACQUA TULLIA per averci fornito i materiali dell’opera.

MARCELLO MAUGERI

appendere, conservare, parcheggiare…

La bicicletta verde dentro la rastrelliera verde, l’altalena arancione dalla gravità impossibile, l’ufficio dorato e compresso…. Potrete parcheggiare la vostra bici dentro la scultura, appendere un impermeabile sull’attaccapanni, lasciare un libro sulle mensole, mettere qualcosa nei cassetti… gesti semplici che le sculture rendono enfatici con calibrati cortocircuiti (cromatici, logistici, dimensionali) e un mimetismo di profetica collocazione. Gli oggetti quotidiani si spostano dal loro status originario senza stravolgimenti, simili a se stessi ma sempre più misteriosi, quasi fossero reperti lisergici di un’archeologia futuribile.

MOLINO & LUCIDI

allenarsi, giocare, competere…

A voi il calcio impossibile, la sintesi compressa dello sport più praticato nei parchi pubblici del mondo. Un rettangolo verde, due porte che sembrano baciarsi, un piccolo foro sulla rete e un pallone dentro l’ingabbiatura: il calcio a cinque diventa lo spazio senza spazio, luogo astratto e mentale, una vertigine ottica e muscolare. Molino & Lucidi (ex Kindergarten) affrontano il tema ludico con sintesi estetica e ricchezza metaforica, trovando nello sport un campo iconografico ancora tutto da esplorare. Impossibile segnare un gol, molto facile guardarsi finalmente negli occhi.

VINCENZO PENNACCHI

pensare, meditare, immaginare…

La Domus, nata attorno ad un albero indebolito ma resistente, occupa il magico hortus conclusus del museo. Pennacchi iniziò il progetto alcuni anni fa, agendo per germinazione dinamica, come se la casa abitabile fosse un motore pittorico, scultoreo e installativo. La domus invita a camminare sulla pedana, a varcare la soglia per ritrovarsi avvolti da pigmenti, riflessi, ombre… lo spazio della pura immaginazione ha qui trovato la sua residenza stabile ma non immobile.

EPVS

sedersi, nascondersi, alzarsi…

Un serpente modulabile di cubi decrescenti (o crescenti, dipende sempre dal punto di vista) che si muove nell’oasi come un animale meccanico dal cuore pulsante. I cubi scultorei di EPVS potrete usarli per sedervi e parlare, per alzarvi come osservatori privilegiati, per nascondervi dentro il loro spazio accessibile. Nata come omaggio metabolico al minimalismo storico, questa colonna di vertebre cubiche risulta semplice ma complessa, aperta nelle combinazioni d’allestimento, sensuale nel suo ritmo cromatico. Serpente sì ma a sangue caldo.

 

ALBERTO DI FABIO

rilassarsi, abbronzarsi, sognare…

Un lettino da spiaggia che si trasforma in una tela pittorica. La collaborazione tra Alberto Di Fabio ed EMU nacque alcuni anni fa con gli interventi pittorici sopra le trame plastiche del lettino. Il risultato, dopo aver attraversato vari spazi del museo, torna in esterni per ampliare l’indole sensoriale dell’oasi. Eccoli, i lettini che sembrano tele sospese dell’artista. Eccole, le geometrie colorate che si stagliano sul bianco dei fondali, invitando il pubblico a sdraiarsi sull’opera, a sentirla addosso mentre si compie il rito del sole.