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PIANO NOBILE
IL PRIMO PIANO DI PALAZZO COLLICOLA

Il progetto del grande edificio fu affidato all’architetto senese Sebastiano Cipriani, noto per una lunga attività a Roma e nell’Italia centrale. La costruzione, intrapresa nel 1717, era certamente già conclusa nel 1734, quando la fastosa dimora ospitò Carlo di Borbone, il futuro Carlo III di Spagna. Occorre fare riferimento a quegli anni anche per datare la decorazione pittorica che, in particolar modo nella Galleria, si rivela intrinseca del coevo gusto decorativo romano.
La decorazione pittorica del piano nobile riflette fedelmente il gusto diffuso da Roma nei primi decenni del secolo, quando il Palazzo fu costruito e decorato. Promotori e sostenitori dell’iniziativa furono Francesco Collicola e il più noto esponente della famiglia, Carlo, che coronò la sua carriera ecclesiastica romana ricevendo nel 1728 la porpora cardinalizia dal papa Benedetto XIII Orsini. Inoltre, nell’anticamera detta Sala del Camino convive con gli ornati settecenteschi il notevole fregio con Figure allegoriche del XVII secolo, come dimostrano le api barberiniane, recuperato nel corso dei restauri. E’ molto probabile un riferimento a Taddeo Collicola e al nipote Silvestro, entrambi archiatri di Urbano VIII.

La Galleria, esposta con grandi vetrate ad Occidente, si sviluppa per 32 metri. Artisti di fama come Michelangelo Cerruti, Pier Leone Ghezzi, Aureliano Milani, Giovanni Odazzi avevano proprio allora fornito nuovi esempi di decorazione di chiese, ville e palazzi, generalmente ammirati per il ricco repertorio ornamentale, la destrezza compositiva e il virtuosismo illusionistico, secondo una piacevole declinazione della grande tradizione seicentesca, nota con il termine di barocchetto o di proto-rococò. Espressioni del nuovo gusto si vedevano a Roma, ad esempio, nei palazzi Doria Pamphilj, Albani-Del Drago, Poli, nella Villa Falconieri a Torreinpietra e nelle chiese della Maddalena, dell’Umiltà e di San Pietro in Montorio. In particolare, per l’attribuzione della decorazione pittorica della Galleria Collicola alcuni studiosi (V. Casale e G. Sestieri) hanno proposto il nome di Michelangelo Cerruti.
Altri ambienti di particolare rilievo sono il Salone gentilizio, sviluppato in altezza per due piani, la Sala degli Specchi all’estremità sud della Galleria e la Cappella.
Ma nell’intero appartamento nobile sono ottimamente conservati i soffitti a cassettoni e i fregi sottosoffitto, ispirati a importanti modelli romani.
Le parti più cospicue dell’arredo, e innanzitutto l’eccellente serie dei tavoli da parete dei primi del Settecento, appartengono al palazzo e furono acquistati dal Comune di Spoleto insieme con l’edificio nel 1939.

 

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